England

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Monday, September 26

A day in East Dulwich



September 2016







The Hill Station Coffee, è un delizioso posticino nel sud est di Londra. Profumo di muffin fatti in casa, banana e cioccolato, frumento e mela, panini vari. Un piacevole contrasto di odori,  cannella, lievito, vaniglia, pancetta affumicata mista ad aglio. Un’allegra danza di aromi.




         



Come farei senza la mia romantica visione del mondo? Ogni luogo ha una sua storia, tante storie che lasciano una scia di tracce olfattive, immagini di vite passate e presenti, emozioni, necessità, la ricerca di quel qualcosa che tutti chiamiamo serenità..


Questo è uno di quei posti. Il legno usurato dei tavoli in pino chiaro, l’insieme di vari stili di arredamento, gli arredi e le decorazioni apparentemente messe a casaccio, come se qualcuno fosse appena passato di lì spostando il tutto in modo piacevolmente caotico. Tutto, rafforza questa sensazione di diversità e di comunione allo stesso tempo. Tante vite, convergenti sullo stesso sentiero, tutte rivolte verso un unico obiettivo, conforto, protezione, un caldo tetto in paglia.

Quando mi sposto cerco la storia di ogni luogo, cerco di immaginare chi può averci vissuto, quali avvenimenti lo hanno attraversato, e quando percepisco serenità, mi fermo. Mi sento come una spugna in un bagno di spezie.  Gioisco dell’atmosfera, rubo le emozioni, mi immergo in questo mare di sensazioni. Sogno.

Non potrei farne a meno. Se non sognassi mi trasformerei in una creatura arida, esasperata, egoista. Sognare, invece, mi rende empatica, ricettiva ad ogni impulso esterno, attenta ai miei simili, alle situazioni piacevoli. Quelle costruttive soprattutto. Come faccio? Non so, oramai mi viene automatico. Da quando ho imparato a seguire solo ciò che mi trasmette benessere, riesco a sentire la gente. Non che riesca ad evitare totalmente le spiacevolezze della vita. Quelle ci sono e basta. Ho solo affinato delle tecniche personali per attraversarle senza troppi disastri. Oltre ciò, percepisco immediatamente gli stati d’animo attraverso suoni, gesti.
La conoscenza di sé, la libertà dalle proprie paure, la leggerezza dell’io, ci permette di percepire il mondo senza discriminazioni. Difficile da mettere in pratica, ma molto utile come strumento di vita. Vale la pena provarci. Bisogna lavorare tanto su di sé, perché è più facile sconfinare  nell’ intolleranza che accettare le diversità dell’altro.


Torniamo al The Hill Station Coffee.




Situato sulla Kitto road, in cima a Telegraph Hill, The Hill Station ospita uno spazio comunitario composto da un caffè, un negozietto e una galleria.




Il negozietto interno vende prodotti artigianali creati da artisti locali. Una percentuale delle vendite viene devoluta alla comunità che ruota intorno alla chiesa di St Catherine.






Questo luogo in stile informale é diventato un centro di scambi culturali molto importanti per la comunità del quartiere di Lewisham. Anzi, a dire il vero, gli abitanti hanno contribuito in massa alla sua costruzione.




In pochi anni la caffetteria ha accolto un numero infinito di eventi. Si sono susseguiti workshop culinari,  serate a tema, mostre...











La storia comincia nel 2010 ...
Un certo numero di residenti locali istituisce un ente di beneficenza chiamato Bold Vision e coinvolge la popolazione locale nella realizzazione di un sogno. I cittadini del quartiere,  dopo una raccolta fondi, iniziano così la trasformazione di uno scantinato abbandonato,  sotto l’Hill Centre Telegraph.  Come per magia, l'arte diventa la base dell’ispirazione. Infatti, la ristrutturazione parte da un precedente progetto di arte pubblica, sviluppato da Artmongers e chiamato The Fabric of Society,  wall art realizzata con pannelli fotografici, raffiguranti rulli di tessuto multicolor, che oggi rivestono la parte esterna della Hill Station. Questo progetto stimola talmente l'interesse dei cittadini che insieme collaborano attivamente alla ristrutturazione dei locali. Durante i lavori, questa gente  racconta le proprie storie, condivide strumenti e soluzioni, crede nel cambiamento, iniziando proprio dalle fondamenta della caffetteria. In un'epoca in cui si sentiva parlare della Big Society, questo piccolo progetto sociale dà vita a qualcosa di incredibile! 





Ecco, "progettare", un’altra parola magica, dopo “sognare”…..






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